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2 Novembre 2016

Orchidee: i consigli per coltivarle in casa

salva

Divenute di moda negli anni ’80, sia per il loro fascino esotico, sia per la loro relativa facilità di coltivazione, introdotta da floricoltori specializzati olandesi, le orchidee ricoprono il ruolo di vere protagoniste della casa. La più conosciuta e diffusa è senz’altro la Phalaenopsis, anche se il gruppo delle orchidee è molto ampio: Cymbidium, Oncidium, Dendrobium, Vanda, Cipripedium…. e tantissime altre, splendide ed affascinanti, impossibile elencarle tutte in poche righe.

In questo periodo freddo e triste, le orchidee donano armonia alla casa, con la loro fioritura invernale, vistosa ed elegante.

 

In casa non facciamoci mancare una Phalaenopsis, le soddisfazioni che questa orchidea può dare anche a chi non è dotato del fantomatico “pollice verde”, sono tante.

Tanto per cominciare, oggi sono numerose le varianti di forma, colore e dimensioni selezionate dai vivaisti che hanno ottenuto e continuano ad ottenere varietà nuove con il loro minuzioso lavoro: possiamo quindi sbizzarrirci nella scelta e nell’acquisto di questa pianta, considerando sia il nostro gusto personale, sia le caratteristiche della nostra casa… le orchidee possono, infatti, quasi essere considerate un complemento d’arredo!

Bianche, rosa, gialle, verdi, viola e screziature varie… a fiore grosso o piccolo… con una o più infiorescenze… con foglie verdi e carnose più o meno lunghe… la scelta è ampia.

Le esigenze colturali sono però le medesime.

Innanzitutto, lo sapete che le orchidee in natura, cioè nel loro ambiente d’origine, sono piante che vivono sospese sugli alberi delle foreste tropicali? Sono piante “epifite”, cioè dotate di radici aeree, che non assorbono gli elementi nutritivi e l’acqua dal terreno, ma dall’atmosfera e dalla corteccia dei tronchi sui quali si aggrappano (le radici hanno anche la funzione di ancoraggio oltre che di assorbimento). Le orchidee, dunque, non hanno bisogno di terra, ma di un sostegno; il particolare substrato contenuto nel vaso in cui le acquistiamo è infatti costituito da frammenti grossolani di corteccia (“bark”) con la funzione di sostenere la pianta, assorbire l’acqua che rilascerà alle radici l’umidità necessaria e, nello stesso tempo, favorire il drenaggio dell’acqua in eccesso.. Solitamente il vasetto è trasparente, perché le radici delle orchidee hanno bisogno di luce.

Le orchidee non hanno bisogno di luce molto intensa, ma di luce diffusa, proprio come nelle foreste, tra le fronde degli alberi; guai a lasciarle sotto i raggi diretti del sole! Ponetele in una posizione luminosa, vicino ad una finestra (preferibilmente rivolta a sud), ma dove la luce sia filtrata, da una tenda ad esempio.

 

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Temperatura elevata (minima +15°C, ottimale 26-28°C, massima 35°C) e umidità relativa dell’aria elevata (ideale tra 60% e 80%), sono le condizioni ambientali richieste da queste piante, proprio come nelle foreste tropicali dalle quali hanno origine. Proprio per questo, si può dire che il posto della casa ideale per coltivarle sia …. Il bagno! Solitamente locale luminoso, caldo e molto umido, caratteristiche essenziali per questa pianta.

 

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Attenzione a non porre le piante in posizioni sbagliate; devono essere tenute lontane da termosifoni, da condizionatori o spifferi d’aria, tutti fattori in grado di danneggiare la pianta rovinandone la fioritura!

 

Come bagnarle?

Le orchidee soffrono molto i ristagni idrici, ma gradiscono umidità atmosferica elevata! Come fare? Il metodo più facile per bagnare queste piante è per scorrimento, tenendole sotto l’acqua corrente del rubinetto finchè i corteccini non abbiano cambiato colore assorbendo acqua. Attenzione però: se l’acqua del rubinetto è troppo dura, cioè calcarea, è meglio evitare e utilizzare, invece, acqua demineralizzata, l’ideale sarebbe usare l’acqua piovana…

La bagnatura della pianta va eseguita in media una volta alla settimana, in base all’andamento climatico. In condizioni di temperatura elevata e aria secca, è anche opportuno nebulizzare le foglie con acqua, utilizzando sempre acqua poco calcarea, a temperatura ambiente.

 

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Durante il periodo di crescita, da maggio a ottobre, somministrate un concime specifico per orchidee, con le dosi e modalità indicate nell’etichetta del prodotto acquistato, solitamente diluito in acqua. Gli elementi nutritivi forniti in questo modo aiuteranno la pianta a rinvigorirsi, sia nel suo splendido fogliame, che nella fioritura che, in queste piante è molto duratura: dall’apertura dei primi boccioli all’appassimento dell’ultimo fiore possono passare anche 8 settimane!

 

E una volta sfiorita? Le teorie sono due: si può recidere lo stelo fiorale alla base o raccorciarlo lasciando 2-3 nodi. Operazione che va eseguita sempre una volta che i fiori siano caduti spontaneamente. Nel primo caso, la pianta emetterà la nuova infiorescenza dalla base; nel secondo caso, invece, la nuova infiorescenza si svilupperà a partire da uno dei nodi lasciati sullo stelo, solitamente in tempi più brevi che nel primo caso.

 

Una volta trovato l’angolino ideale per la coltivazione delle orchidee nella vostra casa, potrete creare una composizione di Phalaenopsis. Potrete scegliere piante con fiori dello stesso colore, o accostarne individui di diverso colore: staranno benissimo fiorite tutte assieme, ma anche nel periodo in cui non saranno fiorite, grazie alla bellezza che hanno anche le foglie di queste piante! Bagnatele e nutritele nella maniera corretta e, ogni tanto, sottoponetele ad un “trattamento di bellezza”: una spolveratina con un panno morbido e leggermente umido, e una spruzzata con un lucidante fogliare farà brillare il verde delle loro foglie rendendole più belle che mai!

Specialista*

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Help! capisco che devo dividere questa pianta,

ma non so né come né dove tagliare! 

S.o.s. Pollice Nero! 

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