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15 Maggio 2018

Leroy Merlin al Museo Bagatti Valsecchi: il terrazzo diventa uno spazio di casa

salva

Avete mai pensato a cos’è la casa? I vocabolari la definiscono semplicemente come un edificio, di dimensioni e aspetto vari, destinato ad abitazione dell’uomo. Ma è davvero solo questo? Io penso di no: la casa è il nostro rifugio, racchiude sogni, speranze e ricordi. Parla di noi e delle nostre vite. Orhan Pamuk, premio Nobel e autore del bellissimo romanzo “Il museo dell’Innocenza” pensa addirittura che il futuro dei musei sia dentro le nostre case, per la straordinaria potenza evocativa degli oggetti che vi sono contenuti. È questo il motivo che lo ha portato a scegliere palazzo Bagatti Valsecchi come luogo ideale per ospitare le teche in cui sono proprio gli oggetti a raccontare la struggente storia d’amore narrata nel romanzo. Ed è da qui che nasce, legata agli eventi dei tre giorni di Orticola, l’eccezionale collaborazione tra il museo e Leroy Merlin: dalla passione per la casa. A me spetta il piacere di raccontarvela con il coinvolgimento e l’emozione che sprigiona.GAROFANI VERDI E PORTAFORTUNA.jpgGli oggetti parlano delle nostre case - Federica Cornalba

La terrazza e l’interpretazione dello spazio

Piccolo gioiello incastonato nel denso edificato del centro storico milanese, la terrazza del meraviglioso palazzo ottocentesco è il palcoscenico dell’installazione ideata dalla designer turca Zeynep Mesutoglu che si è ispirata al legame tra la casa, il museo e la mostra di Orhan Pamuk.

Lo spazio è austero, ma nel contempo ricco di tessiture diverse: ci sono il ritmo regolare dei mattoni a vista dei muri dell’edificio, i ricami delicati degli antoni in ferro battuto e del decoro della balaustra, e i morbidi cerchi dei piombi delle vetrate. Nella visione di Zeynep, a legare tutto questo, c’è un albero che è interpretato, come in un vero e proprio set cinematografico, da rami di magnolia.RAMI DI MAGNOLIA.jpgI rami di magnolia arrivano sulla terrazza - Federica Cornalba

 

L’allestimento e la partecipazione

Appena consegnati, i pochi elementi scelti da Zeynep, hanno subito conquistato lo spazio e innescato una contagiosa partecipazione: dai ragazzi di Scenografie Floreali, a me che dovevo solo raccontare, passando per la stessa Zeynep e per Marica dello staff del museo, tutti abbiamo dato il nostro contributo per realizzare il progetto. La terrazza ha cominciato letteralmente a prender vita: chiacchiere, consigli, opinioni, confidenze e momenti di pausa hanno scandito il tempo che è volato. Prima ancora del risultato finale, il lavoro di squadra ha cominciato a dare i suoi frutti.COLLAGE WORK IN PROGRESS TINIFIED.jpgLavoro di squadra - Federica Cornalba

La magnolia e il parterre di garofani

Come succede a inizio primavera, la magnolia a iniziato a fiorire. Dalle piccole ampolle sono spuntati tanti insoliti garofani verdi, seguiti da gocce di vetro blu. Man mano che “sbocciavano”, la luce del sole le colpiva facendole brillare come stelle, e i rami spogli si vestivano di colore. Il riflesso dell’edificio e dei suoi decori nell’acqua delle ampolle moltiplicava e deformava lo spazio, creando tanti nuovi e sorprendenti punti di vista. A poca distanza da lì, i vasi scuri si riempivano di candidi garofani bianchi a formare un tappeto dall’aspetto morbido e immacolato.INSTALLAZIONE.jpgDialogo tra casa e terrazza - Federica Cornalba

 

La panchina

Semplicissima, con la struttura in ferro, la panchina è stata posizionata in modo che potesse dialogare con tutto lo spazio: quello esistente della terrazza, e quello creato dall’installazione. Zeynep l’ha voluta proprio lì, a sottolineare l’algida simmetria delle colonne di granito mentre, nel contempo, invita a fermarsi e osservare. Del resto, la panchina rappresenta il tempo che scorre, la vacanza di chi non va in vacanza e il modo di abitare la città, ma è anche il posto ideale per osservare quello che accade. E nelle piccole gocce blu che ondeggiano al passaggio del vento, di cose ne accadono proprio tante!PANCHINA.jpgLa panchina definisce lo spazio - Federica Cornalba

 

Uno spazio tutto nuovo

Tre soli elementi hanno trasformato la terrazza di palazzo Bagatti Valsecchi in un vero e proprio spazio domestico: l’estensione della casa-museo in cui Zeynep ha ritrovato un pezzo della sua Turchia. Ecco, allora, perché i garofani: perché, assieme ai tulipani, compaiono fin dal ‘600 nelle maioliche ottomane e sono diventati il simbolo dell’identità turca. Ed ecco perché le gocce blu: perché tradizionalmente portano fortuna. Sono oggetti quotidiani, che rimandano alla dimensione domestica, e per questo sono carichi di memoria e significato. Restare a contemplarli dalla panchina significa ritornare a casa, sia per Zeynep, sia per noi a cui viene regalata la possibilità di fermarci e trovare il nostro angolo di serenità.DIMENSIONE DOMESTICA.jpgSpazio domestico nel cuore della città - Federica Cornalba

 

Potete visitare l’installazione fino a giovedì 17 maggio e la mostra di Orhan Pamuk fino al 24 giugno. Avete voglia di lasciarvi trasportare nella dimensione intima e raccolta della terrazza di questa bellissima casa-museo e di raccontarci come immaginate il vostro spazio all’aperto?

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