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8 Marzo 2017

Rinnovare il prato: l'arieggiatura

di annuzza
salva

L’inverno è finalmente finito e la primavera ci invoglia a stare all’aria aperta, in giardino. Dopo mesi di trascuratezza, però, complici il freddo e le intemperie, il prato non ha un bell’aspetto: presenta molte zone secche e compattate… necessita di qualche cura di bellezza per tornare al suo splendore! Oltre alla risemina e alla concimazione, una pratica molto importante, anche se spesso trascurata, è l’arieggiatura del prato.

 

Cos'è l'arieggiatura?

L’arieggiatura consiste nel praticare delle piccolissime forature nel manto erboso, poco profonde, necessarie a:

  • Rompere la crosta superficiale e sgretolare il suolo troppo compattato.
  • Permettere l’ossigenazione della zona prossima alle radici dell’erba.
  • Facilitare la penetrazione nel suolo, e quindi l’assorbimento da parte delle radici, di acqua ed elementi nutritivi forniti con il concime.

Quali attrezzature servono?

L'operazione di arieggiatura viene eseguita con particolari attrezzature dotate di spilli o spuntoni necessari a forare il suolo. Esistono arieggiatori comodi e maneggevoli, elettrici o a scoppio, facili da usare e leggeri da movimentare.  

Per prati di piccole dimensioni, invece, potrete utilizzare attrezzi più piccoli: ad esempio esistono particolari spuntoni da applicare alla suola delle scarpe; l’arieggiatura, ovvero la foratura del manto erboso, avviene semplicemente camminando sul prato con questi spuntoni. In alternativa, usate una semplice vanga a punta!

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Quali sono i benefici dell’arieggiatura?

Il prato, in seguito all’arieggiatura, trae notevole beneficio. Quest’operazione, infatti, facilita l’assorbimento di acqua ed elementi nutritivi da parte delle radici, così l’erba nuova cresce più vigorosa e lussureggiante, cosa che viene, invece, impedita con un terreno troppo duro e asfittico. Le radici stesse, hanno più facilità di penetrare e crescere in un terreno sciolto, piuttosto che in uno duro, e si sviluppano più forti.

Al contrario, un prato non arieggiato, col tempo, tende ad indebolirsi; l’erba cresce meno e più sottile, anche perché assorbe meno acqua ed elementi nutritivi forniti con la concimazione, che difficilmente riescono a penetrare nel terreno.

La penetrazione di ossigeno nel suolo, inoltre, previene le condizioni ideali di sviluppo di malattie fungine, con conseguente formazione di marciumi o muffe: un prato arieggiato, quindi, cresce più sano.

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Cosa fare in seguito all’arieggiatura?

In seguito all’arieggiatura, con un rastrello, asportate anche tutta l’erba secca che si è accumulata in superficie: questa, infatti, va a soffocare il manto erboso e a impedire la crescita dell’erba nuova.

Una volta eseguita l’arieggiatura, ed asportata l’erba secca, concimate il prato. Il terreno, infatti, ora si trova nelle migliori condizioni per assorbire il concime. Utilizzate un concime specifico per prato; seguite le dosi indicate in etichetta e bagnate abbondantemente subito dopo la somministrazione. Se necessario riseminate il prato, soprattutto nelle zone che appaiono più spoglie.

Nel giro di poche settimane, il prato apparirà splendido e rigoglioso!

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