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9 Gennaio 2017

DesignLab-Lumière: le magie del design

salva

Ho sempre avuto le mani in pasta. Sempre, sin da piccolina. Non importava mai troppo quale materia prima avessi davanti agli occhi, tutto si trasformava in qualche cosa di diverso, quasi come se avessi la capacità di vedere le altre vite di un oggetto, fosse esso un pezzo di coccio, un sasso o una foglia di canna. Tutto può essere trasformato, diventare qualcosa di ancora più bello e soprattutto rappresentare qualcosa di personale e unico. Qualcosa che di fatto ti appartiene.

Ho sempre osservato con attenzione ogni materiale che mi circonda. E continuo a farlo con maggiore esperienza ora che sono adulta. Il fatto che mi sia laureata in geologia ha più di qualche legame con questa mia curiosità. È sempre stato stimolante e divertente scoprire le proprietà di rocce, leghe e minerali scoprendone l’utilità, le possibili applicazioni e gli utilizzi nel campo del design una volta entrata a far parte della redazione di Bloggokin.

 

In un certo senso la mia esperienza di Leroy Merlin DesignLab mi ha dato la possibilità di unire le due cose e di esprimere al meglio il mio lato creativo. Con il suo invito Leroy Merlin mi ha di fatto proposto di costruire e assemblare una delle varianti di Lumiére, candelabro ideato da Eleonora Musca per DESIGN LAB sfruttando materie prime piuttosto basiche quali elementi di rame, aste di faggio e nastro telato. 

 

Ed è proprio in compagnia della giovanissima designer e con in testa una certa canzoncina della Disney (“Le magie e i misteri degli amici candelieri…”) che ho scelto il modello da realizzare, lasciandomi trasportare dal mio personale gusto estetico. Mi sono così avvicinata alla variante a due candele.

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Poche fonti di luce e il contrasto tra il legno e il rame sono quello che ci vuole per dar vita ad un’illuminazione soffusa e rilassante nella mia camera” mi son subito detta, una volta scelto dove posizionare l’oggetto.

 

Tutto è diventato magia dal momento in cui ho per la prima volta lucidato il rame, materia prima per eccellenza e metallo da me molto amato per la colorazione e le fascinose forme che caratterizzano la sua morfologia in natura, per poi fasciare le aste di **beep**gio con il nastro telato e assemblare i vari blocchi con la pistola per la colla a caldo.

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Quello che prima era solo un’idea divertente e stimolante si è trasformata in un’esperienza emozionante capace di farmi sorridere come non mi capitava da tempo.

La sensazione che si prova nel dare vita ad un oggetto di design così elegante e alla portata di tutti è davvero unica, capace senza dubbio di risvegliare quel cuore da bambina che a dieci anni trasformava chiodi e assi di legno in telai e sassi e foglie in colorati segnalibri e fermacarte. Una sensazione che ha a che fare con l’amore, la dedizione e la propria visione personale dell’atto creativo in sé. Che pasticciare in certi casi non è un male, ti permette di sperimentare e di dare quel qualcosa di più.

 

Perché gli oggetti realizzati con amore hanno un cuore. E il mio Lumiére ne ha uno di certo.IMG_7206.JPG

 

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