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5 Ottobre 2016

L'acchiappasogni, il nostro primo fai da te

di PapECic
salva

Sarebbe persino difficile spiegarlo a quelli di Leroy Merlin. Spiegar loro quel che pensa chi mi conosce delle mie capacità manuali, della mia abilità nei lavori e persino nei lavoretti minimi da fare in casa. La cosa bella è che l’argomento genera sempre una certa allegria in famiglia e tra gli amici, nemmeno necessariamente più stretti. Nel senso che se c’è qualche conoscente ignaro della mia imperizia ci sarà senz’altro qualcun altro pronto a raccontare aneddoti che qui certo non rivelerò. Posso dunque dire di esser molto grato alla bella mattinata all’Open di Milano per #LeroyMerlinKidslab. C’era un bravo fotografo, e già guardavo la cosa con un certo sospetto. Fiducioso di poterlo ingannare: in fondo un’immagine non potrà svelare più di tanta imbranataggine. Quando poi ho scoperto che il lavoratore avrebbe dovuto essere il piccoletto e che i papà avrebbero benissimo potuto metter su il distacco, se non proprio la spocchia, del supervisore, c’è stato un momento di sollievo. Ma è stato un momento, appunto. Durato il tempo in cui la rassicurante (per fortuna, altro motivo di conforto) addetta di Leroy Merlin ci illustrava quel che i bimbi avrebbero dovuto fare. E cioè l’acchiappasogni per la Festa dei Nonni. Bella idea, per mettere insieme due tra le cose più belle del mondo: i sogni e i nonni. 

 

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Stranamente il sorriso dell’addetta ha scongiurato quello sconforto che avrei scommesso mi avrebbe preso vedendo il prodotto completato. Certo che non sarei mai riuscito realizzarlo. Invece poi Luca è passato in azione, con gli stecchi da dividere col seghetto. E quasi subito, vedendolo, mi è venuta un’insospettabile voglia di aiutarlo. Di togliergli la manina dal manico del seghetto e – più che di dargli una mano – di sostituirmi a lui. Abbiamo seguito, passo dopo passo, le istruzioni,

dividendoci il lavoro. Abbiamo dipinto le parti in legno che avevamo preparato, poi ci siamo specializzati: Luca pensava alla

coloratura e io sono passato al reparto asciugatura, col phon. Cioè manovalanza pura. Si è quindi delineata una certa gerarchia che è durata fin tanto che si è trattato di dipingere e di fissare le viti a asole. Fin lì diciamo che ce la siam cavata. Il problema è stato fare i nodi a cappio per fissare i bastoncini. Ma è (anche) a questo che servono le mamme, no? Quindi è entrata in gioco la mamma, che in quattr’e quattr’otto ha annodato e fissato tutto. E

l’acchiappasogni era pronto. Seriamente: a casa nostra, credo si sia intuito, non siamo molto abituati a dar sfogo alla creatività attraverso la manualità. Col disegno magari sì. A volte persino creando storie. O montando video. Il bricolage, pensavamo, non fa per noi. In questo senso #LeroyMerlinKidsLab ci ha aperto un mondo. Abbiamo capito che dobbiamo partire dal basso, ma anche che ce la possiamo fare. E soprattutto che vedere una cosa fatta da te, con le tue mani, partendo dal nulla, è una soddisfazione come poche altre al mondo. Io e Luca, dividendoci i compiti, con la supervisione della mamma, ci riproveremo.

 

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